
Prendo spunto dall’uscita del romanzo “Quinquennat” di Marc Dugain che essendo stato vicino al mondo politico nella loro “vera vita” e avendoli scrutinati da molto tempo, è entrato nella loro psicologia ed anima profonda. Scrive che coloro che contano veramente in Francia, da Chirac a Mittérand fino a Sarkozy, Hollande e Vals, hanno una tale sete di potere che finisce sempre ed in tutti i casi, per trasformarsi in un unico motore della loro azione, del loro impegno, delle loro ambizioni. Conta solo il potere e lui solo. Prenderlo e poi conservarlo. Questo scopo diventa un’ossessione, che sconfina nella patologia. Le convinzioni politiche, i progetti di società, la fede autentica nei valori sono spazzati via dall’obbiettivo di raggiungere la funzione suprema. L’eliminazione di tutti coloro e di tutto ciò che si oppone a tale raggiungimento diventa un obbiettivo in sé. Dugain dimostra impietosamente che cosi facendo, i dirigenti del Paese, dei Partiti, si allontanano sempre di più dalla realtà e finiscono per credere che sono e che appartengono alla razza dei “Nobili”, degli “Eletti del Signore”. Ascoltando i maggiori politici Lucani, leggendo i loro comunicati, i loro discorsi, partecipando ai dibattiti politici in Consiglio Regionale, non ho potuto non fare un collegamento con i politici Francesi descritti da Marc Dugain.
Dopo più di 20 mesi dalle primarie del PD Lucano e delle elezioni Regionali, dopo 18 mesi dalla costituzione di una Giunta Regionale, si continua ad avere l’amaro in bocca rimproverando agli avversari i loro tradimenti, accusando talvolta i mezzi di comunicazione di eventuali sabotaggi, schivando ogni critica che li concernerebbe, parlando a nome di una funzione che non ricoprono più. Sono l’espressione di tanti uomini politici di potere (pochissime sono le donne interessate a questo discorso) che parlano avendo perso il potere. Senza autocritica, senza visione concreta al di là della retorica, per garantire il benessere al più gran numero di Lucani. Tali politici, scrive Dugain, hanno un inestinguibile “bisogno di essere nominati, citati”. Dugain paragona persino tali politici, “all’atteggiamento di un serial killer”, che ha prima di tutto bisogno di esistere, di essere nominato, cioè notato, di poter leggere il proprio nome sull’articolo o sul manifesto. Come si può costatare si tratta quindi di un progetto politico strettamente personale: Ma c’è veramente un legame tra la realtà Francese descritta nel il romanzo di Dugain e quella Lucana ? Comunque ogni riferimento a situazioni particolari Lucane e da considerarsi puramente fortuito.
Michele Ottati
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